Virus Informatici: se li conosci li eviti!

I Virus Informatici hanno la capacità di infettare molti file o programmi in un computer e si possono diffondere in molti modi differenti. Per questo è sempre bene fare molta attenzione!

Come si diffondono i Virus Informatici?

Fino agli inizi degli anni 2000 la principale fonte di diffusione dei Virus Informatici erano le periferiche che collegavamo al pc, come chiavette o floppy disk.

Con il passare degli anni, e con la diffusione di internet, la rete è il principale mezzo per diffondere un virus. In questo modo siccome si possono colpire un pubblico molto più ampio, dato che ormai la maggior parte delle persone ha una connessione a casa.

Fra i servizi che la rete ci offre il più usato è la posta elettronica. I virus spesso vengono nascosti nelle email come file allegati. Si crede di ricevere un documento da una fonte apparentemente affidabile, ma in realtà il file nasconde qualcosa. In questi casi non bisogna mai aprire email di cui non siamo certi della loro provenienza.

Similmente a prima, anche le applicazioni di messaggistica sono colpite da questo fenomeno. Molti messaggi possono contenere collegamenti infetti ed è molto probabile che un utente ci clicchi. Questo perché le chat vengono dai propri contatti rispetto all’anonimato delle email.

Un metodo comune per diffondere virus è anche attraverso il download di software in internet. Molte persone scaricano da internet e sono altrettante quelle che cercano di ottenere programmi o file, solitamente a pagamento, in modo gratuito.

Esistono molti siti che permettono di scaricare ad esempio musica o film senza pagare i produttori, ma sono proprio questi elementi che con molta probabilità conterranno virus.

Esistono infine anche delle tecniche attuate da cybercriminali atti a fare compiere all’utente, ingannandolo, determinate azioni al fine di far partire un virus. La più famosa è il Social engineering: con questo attacco si cerca di manipolare, attraverso le emozioni, l’utente per fargli eseguire azioni malevole. Viene studiato l’utente con le sue abitudini e poi si tenta l’attacco fingendosi qualcuno di autoritario, come può essere la sua banca, e in questo modo l’utente è più tentato nell’eseguire l’ordine.

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